Riforma della disabilità, una nuova stagione di diritti e inclusione
Il D.lgs. 62/2024 ridisegna il sistema italiano della disabilità: superato il vecchio approccio assistenziale, la persona torna al centro della normativa con il Progetto di Vita. Il ruolo del ministro Locatelli e il contributo di Fand e Anmic nell'accompagnare il cambiamento

Di Nazaro Pagano
Presidente Fand
Entra nel vivo la storica transizione normativa introdotta dal D.lgs. 62/2024, il decreto legislativo che ridisegna l'intera architettura della disabilità in Italia. Il Paese si avvia verso una rivoluzione del welfare senza precedenti, abbandonando il vecchio approccio medico-assistenziale per abbracciare una visione pienamente umanista, fondata sulla valorizzazione della persona, sulle sue potenzialità e sul diritto inalienabile all'autodeterminazione.
Al centro di questa svolta epocale si colloca l’instancabile azione politica e istituzionale del ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli. Con una determinazione che ha saputo raccogliere ampi consensi bipartisan, il ministro ha impresso un'andatura serrata all’attuazione e alla messa a terra della riforma. Il suo operato si è distinto per la capacità di coniugare una proiezione internazionale di altissimo profilo – culminata nello storico G7 sull'Inclusione e nel varo della Carta di Solfagnano – con una presenza capillare e costante sul territorio italiano. Locatelli sta guidando con fermezza la fase di sperimentazione nelle province pilota, un passaggio cruciale per garantire la piena operatività della riforma su scala nazionale. Sotto la sua direzione strategica, concetti cardine come il "Progetto di Vita" sono passati da enunciazioni di principio a strumenti normativi ed esigibili, eliminando progressivamente le storiche barriere burocratiche e i termini più obsoleti che per decenni hanno limitato i diritti dei cittadini.
Questo percorso di modernizzazione trova un alleato decisivo nel Terzo Settore, in particolare nella Fand e dell’Anmic. La Federazione e le associazioni che ne fanno parte hanno confermato il proprio ruolo di pilastro insostituibile a tutela dei cittadini con disabilità, agendo da cerniera tra la base sociale e i tavoli di concertazione ministeriale. La Governance di Fand ha saputo interpretare la complessità del cambiamento promuovendo la digitalizzazione e formazione interna della federazione e una chiara "roadmap dell'inclusione" focalizzata su cinque pilastri strategici: l'effettiva esigibilità dei Progetti di Vita, il riconoscimento dei caregiver familiari, l'inclusione digitale contro le nuove barriere tecnologiche, la dignità economica nel mercato del lavoro e l'accessibilità universale.
La Federazione ha svolto una fondamentale funzione di vigilanza costruttiva durante i tavoli tecnici, garantendo che i nuovi modelli di valutazione preservino le commissioni miste e tutelino la centralità del cittadino senza arretramenti sui diritti acquisiti. La sinergia strategica tra la visione politica del ministro Locatelli e il pragmatismo operativo della Fand rappresenta un significativo volano di questa riforma. Un'alleanza istituzionale e sociale di alto livello, fondamentale per traghettare stabilmente il Paese verso un modello europeo d'avanguardia.