Agricoltura Nuova, dove il biologico coltiva lavoro e inclusione

Nata nel 1977 per salvare un'area della campagna romana dalla speculazione edilizia, la cooperativa è oggi un modello nazionale: persone con disabilità e altre fragilità partecipano alla produzione agricola con ruoli retribuiti, contribuendo al successo di un'azienda premiata anche in Europa.

Difendere un pezzo di campagna romana dall'espansione edilizia e trasformarlo, quasi cinquant'anni dopo, in un modello di agricoltura sociale riconosciuto a livello nazionale. È la storia di Agricoltura Nuova, cooperativa nata nel 1977 nel parco di Decima Malafede, a sud di Roma, oggi punto di riferimento per l'inclusione lavorativa di persone con disabilità e altre fragilità sociali.

"Tutto è iniziato grazie a un gruppo di studenti che voleva impedire l'urbanizzazione di quest'area", racconta Mauro Giardini, coordinatore dell'area inclusione della cooperativa. Da quella mobilitazione nacque una realtà agricola che oggi coltiva circa 360 ettari di terreni comunali e produce ortaggi, latte e formaggi biologici.

La svolta sociale arriva nei primi anni Ottanta, con la chiusura dei manicomi. Agricoltura Nuova diventa uno dei primi luoghi in cui le persone dimesse dagli ospedali psichiatrici possono ritrovare una quotidianità fatta di lavoro e relazioni. Un percorso costruito negli anni insieme a Comune di Roma, Municipi e Asl, che ancora oggi collaborano con la cooperativa.

"Non facciamo laboratori occupazionali", precisa Giardini, "chi lavora qui partecipa realmente alla produzione e viene retribuito grazie al valore di ciò che realizza". Attualmente una decina di persone con disabilità o altre fragilità è assunta stabilmente. Il punto di forza è un'organizzazione del lavoro che valorizza le capacità individuali. L'agricoltura, infatti, permette di suddividere il processo produttivo in molte attività diverse, ognuna indispensabile.

C'è chi prepara le cassette destinate alla raccolta degli ortaggi, chi confeziona il pangrattato, chi segue l'imballaggio dei prodotti o l'etichettatura delle confezioni. Mansioni che, spiega Giardini, richiedono precisione e costanza: qualità che molte persone con disabilità cognitive esprimono con grande efficacia. Tra le storie più significative c'è quella di Carletto, entrato in cooperativa nel 1981. Da oltre quarant'anni lavora nel caseificio occupandosi della pulizia e della cura dei formaggi durante la stagionatura, una fase delicata nella produzione biologica. "Per noi è prima di tutto un collega. Dietro i premi ricevuti dai nostri formaggi c'è anche il suo lavoro".

L'azienda, infatti, non è una realtà assistenziale. Alleva oltre 1.200 pecore e una quarantina di bovini, coltiva circa 20 ettari di ortaggi biologici e produce formaggi premiati a livello europeo. I prodotti vengono distribuiti attraverso i punti vendita aziendali, i mercati locali e importanti catene specializzate a livello internazionale.

Secondo Giardini, proprio il biologico favorisce l'inclusione: "Richiede attenzione ai dettagli e tempi di lavorazione più lenti. Questo permette di costruire percorsi lavorativi adatti a persone con diverse abilità, senza rinunciare alla qualità".

Accanto ai lavoratori assunti, ogni anno la cooperativa coinvolge circa quindici persone in percorsi di inclusione sostenuti dal Fondo sociale europeo. Si tratta di giovani con disabilità, persone in situazioni di fragilità e migranti che acquisiscono competenze professionali e, in alcuni casi, vengono inseriti stabilmente nell'organico.

L'inclusione continua anche fuori dai campi. Dal 2018 Agricoltura Nuova promuove il progetto Upb Social Bar, attraverso il quale gruppi di ragazzi gestiscono punti ristoro all'interno di parchi pubblici, contribuendo a restituire servizi e vivibilità a spazi spesso trascurati.

“L'agricoltura ci ha insegnato che c'è sempre un lavoro adatto a ciascuno", conclude Giardini, "quando una persona trova il proprio posto, non è solo lei a crescere: migliora tutta l'organizzazione. L'inclusione non è assistenza, ma un valore che produce qualità, relazioni e sviluppo per l'intera comunità".

I ragazzi di Agricoltura nuova indossano la maglietta con lo slogan Buoni a nulla... capaci di tutto

Buoni a nulla... capaci di tutto è lo slogan delle magliette dei ragazzi di Agricoltura Nuova

I ragazzi di Agricoltura nuova durante un mercato in uno stand

Sono tanti i prodotti che Agricoltura Nuova riesce a portare al mercato e negli stand in giro per l'Italia

I ragazzi di Agricoltura Nuova insieme al ministro Alessandra Locatelli

I ragazzi di Agricoltura Nuova insieme al ministro Alessandra Locatelli

una ragazza di Agricoltura Nuova che sistema alcuni prodotto biologici

I prodotti di Agricoltura Nuova sono tutti biologici