Rurabilandia: dove la terra fa crescere le persone

Dalla fattoria sociale nata nel 2008 a una realtà fatta di attività, formazione, sport e lavoro. Così ha trasformato la vocazione agricola del territorio in un modello di inclusione che guarda già al futuro, tra nuovi progetti, occupazione e la sfida del Dopo di noi.

C’è un luogo, nella contrada Vomano di Atri, dove la terra non è soltanto terra da coltivare, ma diventa educazione, lavoro, relazione e inclusione. È Rurabilandia, nata nel 2008 all’interno di una grande e storica azienda agraria pubblica e inaugurata il 28 settembre di quell’anno come prima fattoria sociale e didattica d’Abruzzo. Un progetto nato da un lascito generoso e da un’intuizione semplice: trasformare la diversità in risorsa costruendo intorno alle persone opportunità concrete di crescita e partecipazione.

Partecipanti e operatori del progetto “Il Truck che Include” posano davanti al food truck durante un’attività di inclusione e partecipazione sociale.

Il truck che include: i ragazzi di Rurabilandia con il veicolo attrezzato con una cucina mobile per poter partecipare agli eventi

Alle origini c’è il patrimonio lasciato da un benefattore all’allora amministrazione provinciale di Teramo: circa mille ettari di terreno e 22 casolari, destinati a finalità sociali. “Quel lascito nasceva come istituto pubblico di assistenza e beneficenza. Poi, con la diminuzione delle richieste per gli orfani, nel 2000 lo statuto è stato riconvertito e si è aperta la strada a un centro diurno. Da lì abbiamo creato Rurabilandia”. Luciano Filiani, direttore e presenza costante fin dal primo giorno, ne ha seguito tutta l’evoluzione.

I ragazzi di Rurabilandia insieme al Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli durante una giornata di incontro e condivisione all'aperto

I ragazzi di Rurabilandia insieme al ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli

Da allora la fattoria è cresciuta fino a diventare molto più di una struttura assistenziale: agriturismo sociale, centro diurno per l’inclusione, centro estivo, emporio, luogo di formazione, compagnia teatrale, realtà sportiva paralimpica e oggi anche food truck. Il centro diurno accoglie 43 persone, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 16, con attività che cambiano durante la settimana: laboratori di ristorazione, teatro, sport e momenti di socialità. I ragazzi arrivano anche grazie ai pulmini della struttura e trovano una quotidianità fatta di impegno, relazioni e responsabilità.

“Non vogliamo soltanto garantire accoglienza e assistenza. Vogliamo creare opportunità di crescita, partecipazione e autonomia”. Una filosofia che trova una delle sue espressioni più concrete nel lavoro: 15 ragazzi sono stati inseriti con regolare assunzione nelle attività di ristorazione e nel progetto Food Truck. La fattoria, intanto, si apre sempre più al territorio: la ristorazione è attiva anche per chi lavora o passa nella zona industriale, mentre la domenica ospita banchetti e ricevimenti. Il sabato è dedicato anche agli allenamenti della squadra paralimpica di calcio a 5, impegnata nel campionato regionale.

I ragazzi di Rurabilandia insieme al ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli

I ragazzi di Rurabilandia insieme al ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli

Il nuovo food truck, donato da una banca del territorio e recentemente inaugurato, amplia ulteriormente questa dimensione. È un laboratorio mobile di lavoro e inclusione, ma anche uno strumento per portare Rurabilandia fuori dai suoi confini. Dalle manifestazioni nazionali agli appuntamenti internazionali, l’esperienza della fattoria è diventata un racconto da condividere: “Ci chiamano sempre più spesso per portare il nostro esempio. Siamo stati anche all’Onu”.

Rurabilandia adesso ha appena compiuto 18 anni: “Per alcuni ragazzi è diventata la loro casa. Il problema è che siamo saturi: per questo dobbiamo costruire percorsi che permettano loro di proseguire fuori, senza perdere il legame con noi”, sottolinea Luciano. Il futuro passa così da nuovi progetti: una serra idroponica, un agricampeggio con circa 20 piazzole e un’area ristoro, l’ammodernamento delle strutture e soprattutto il Dopo di noi, la sfida più delicata per le famiglie dei ragazzi che diventano adulti mentre i genitori invecchiano. “Il futuro non significa semplicemente costruire nuove strutture. Significa costruire nuove opportunità per le persone”: la stessa idea da cui tutto è cominciato. Perché, in fondo, Rurabilandia è nata dalla terra, ma in 18 anni è cresciuta grazie alle persone. E come un seme, continua ad avere bisogno di cura, tempo e nuove stagioni per dare frutto.

Panoramica aerea dell'area di Rurabilandia ad Atri, struttura dedicata all'inclusione sociale e lavorativa, circondata da campagne e spazi per attività educative, sportive e ricreative.

L'area dove sorge Rurabilandia, ad Atri, in Abruzzo, vista dall'alto