La riforma della disabilità per ENS Una svolta da costruire insieme
Dall'accertamento unico al Progetto di vita, passando per accessibilità, interpreti Lis e servizi territoriali: l'Ente nazionale sordi sostiene il cambiamento, indicando le priorità.
Di Raffaele Cagnazzo
Presidente Nazionale Ente Nazionale Sordi

La riforma della disabilità, avviata con la Legge delega 227 del 2021 e progressivamente attuata attraverso il Decreto Legislativo 62 del 2024, rappresenta per l'ENS — Ente Nazionale Sordi — un'occasione storica che seguiamo con partecipazione e senso di responsabilità.
Dopo decenni in cui le politiche sulla disabilità si sono sviluppate in modo frammentato, il Paese ha scelto una visione organica, fondata sui principi della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e su un approccio biopsicosociale che guarda alla persona nella sua interezza e non alla sola diagnosi. È un cambiamento culturale profondo, e come tale richiede tempo, strumenti adeguati e una collaborazione leale tra istituzioni, organizzazioni di rappresentanza e comunità di riferimento. L'ENS intende essere parte attiva di questo percorso, portando il contributo di ottantaquattro anni di storia ed esperienza diretta al fianco delle persone Sorde italiane.
Entrando nel merito, uno degli elementi più significativi della riforma è l'introduzione del Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato — uno strumento che segna un salto qualitativo importante rispetto alla logica prestazionale che ha caratterizzato a lungo le politiche di welfare. Per la Comunità Sorda, questo strumento ha un valore particolare: riconosce che il benessere di una persona non si misura soltanto in termini funzionali, ma include la sua partecipazione alla vita sociale, culturale e civile. La Lingua dei Segni Italiana — riconosciuta per legge nel 2021 — è parte integrante di questa partecipazione e dell'identità di chi la usa come lingua madre. Affinché i Progetti di Vita siano realmente efficaci per le persone Sorde, è necessario che gli operatori coinvolti nella loro costruzione abbiano una formazione adeguata sulla cultura e sull'identità Sorda, e che in ogni fase del processo valutativo sia assicurata la presenza di interpreti LIS qualificati. Non si tratta di un requisito aggiuntivo: è la condizione che rende il processo stesso attendibile e i suoi esiti equi.
Sul versante dell'accertamento, la riforma introduce un passaggio rilevante: il superamento della frammentazione tra invalidità civile, sordità civile e cecità civile, con l'introduzione di un accertamento unico in capo all'INPS. La semplificazione è benvenuta. In questa fase di estensione progressiva del sistema — che si concluderà a regime nel 2027 — è importante che le specificità della condizione delle persone Sorde vengano preservate nei nuovi criteri e nelle scale di valutazione in via di definizione. La sordità è una condizione che incide in modo trasversale su dimensioni cruciali della vita: la comunicazione, l'accesso all'informazione, la sicurezza, l'istruzione, il lavoro. Una valutazione che sappia leggere questa trasversalità produce accertamenti più equi e Progetti di Vita più aderenti alla realtà di ciascuna persona. Il Regolamento ministeriale previsto entro il 30 novembre 2026, che aggiornerà le definizioni e le modalità di accertamento della sordità, rappresenta in questo senso un passaggio decisivo: l'ENS è disponibile a contribuire a questo lavoro con competenza e spirito costruttivo.
Un elemento di attenzione riguarda i servizi territoriali che dovranno sostenere l'attuazione della riforma. Il sistema dei Punti di Accesso previsto dal decreto è un'infrastruttura promettente, che può fare la differenza nella vita concreta delle persone. Affinché sia realmente fruibile dalle persone Sorde, è necessario che questi sportelli garantiscano l'accessibilità comunicativa: disponibilità di interpreti LIS, materiali informativi in formati accessibili, personale adeguatamente formato. L'assistenza alla comunicazione non è un servizio opzionale: è la precondizione perché qualsiasi altro servizio possa funzionare per questa parte della popolazione. La sua presenza strutturale nei Punti di Accesso dovrebbe essere prevista fin dalla fase di progettazione.
Sulle risorse economiche, la riforma apre uno spazio di riflessione importante. L'indennità di comunicazione — strumento specifico per le persone con perdita uditiva — non è stata ancora adeguata ai costi reali dei servizi di accessibilità nel contesto attuale. Una revisione coerente con i principi della riforma, che riconosca il costo effettivo della partecipazione piena alla vita sociale e lavorativa, sarebbe un segnale importante di coerenza tra visione e strumenti.
Sul piano della partecipazione istituzionale, l'ENS guarda con interesse alla prospettiva dei tavoli tecnici tematici come strumento di confronto continuativo. La CRPD indica chiaramente che le organizzazioni delle persone con disabilità devono essere coinvolte non solo nella fase di consultazione, ma anche in quella di monitoraggio e verifica dell'attuazione. L'ENS è disponibile a partecipare a questo lavoro con metodo e continuità, mettendo a disposizione la propria conoscenza capillare della realtà delle persone Sorde su tutto il territorio nazionale, attraverso le sue 103 Sezioni Provinciali e i 21 Consigli Regionali.
La riforma della disabilità è una promessa importante che il Paese ha fatto a milioni di cittadini. L'ENS guarda a questo percorso con fiducia e con il desiderio genuino di contribuire al suo successo. Le riforme più durature si costruiscono con il contributo di tutti: siamo pronti a fare la nostra parte.