Costruire autonomia con il lavoro: l'esperienza di Gelateria Autentica
Dal vissuto personale di una madre e professionista nasce un progetto che offre opportunità occupazionali a giovani con disabilità.
Prima di Gelateria Autentica c'è una madre, prima ancora una professionista che, inconsapevolmente, stava costruendo gli strumenti che un giorno le sarebbero serviti nella vita privata. La storia di Valeria Colacchio attraversa preoccupazioni e paure, ma anche determinazione e capacità di trasformare un'esperienza personale in un'opportunità concreta per tanti ragazzi e famiglie.

La storia
"Sono una psicologa dell'età evolutiva; mi sono laureata a Padova dove ho lavorato per circa sei anni in un centro diurno con pazienti gravissimi e molto spesso con ragazzi con disturbo dello spettro autistico. Nel 2014 mi sono trasferita, per motivi di lavoro di mio marito Massimiliano, a Roma, dove ho deciso di aprire una cooperativa che si occupa di assistenza domiciliare. Nello stesso anno nasce nostro figlio Giorgio, dopo due anni scopriamo che ha un disturbo dello spettro autistico".
Nonostante le competenze professionali, la diagnosi la travolge come madre: "Avevo dato la mia tesi di laurea sull'autismo, lavorato a stretto contatto con chi ha questo disturbo, questo mi ha permesso di notare presto le difficoltà, seppur lievi e pertanto non semplici da diagnosticare, di mio figlio Giorgio. Ricevuta la diagnosi non nascondo che 'mi si è gelato il sangue nelle vene'. Mi sono bloccata, come se avessi una specie di paralisi; mi sentivo di svenire". Valeria ricorda il pianto disperato al ritorno a casa e le parole del suocero, che ancora oggi custodisce dentro di sé: "Mi disse: 'Valeria, non devi fare così perché a questi bambini gli si vuole solo più bene'. Io ricordo queste parole e le ho prese per rialzarmi immediatamente. Dal giorno dopo non mi sono più fermata". C'è anche un'altra riflessione che accompagna il suo percorso: "Io credo che il destino per me fosse assegnato, penso che mio figlio sia arrivato perché sapevano che avrei saputo gestire la situazione".
Nuove opportunità
Il percorso terapeutico di Giorgio prosegue fino a quando emerge un sospetto diverso. "Ci siamo resi conto che Giorgio non parlava perché c'era anche qualcosa di organico. Chiesi di fare una risonanza e scoprimmo che aveva un tumore nel lobo fronto-temporale sinistro; il linguaggio è gestito proprio dall'emisfero sinistro. Venne operato d'urgenza, gli fu asportata una massa di tre centimetri che comprimeva il lobo e che gli impediva di parlare. Non appena Giorgio salì dalla terapia intensiva mi disse: 'Mamma, patatine' e per noi si aprirono speranze e un nuovo mondo. Per anni Giorgio aveva utilizzato la comunicazione aumentativa alternativa. Si faceva capire attraverso il comunicatore e la comunicazione aumentativa alternativa ci aiutava anche nel gestire il comportamento".
Da quell'esperienza personale nacque l'idea di qualcosa che potesse essere utile anche ad altri: "Nel periodo in cui mio figlio si è operato andavamo al Bambino Gesù di Palidoro. Un nostro amico d'infanzia, Giorgio Bianchi, produce gelato da ventisette anni. Insieme, parlando proprio di questa situazione, ci siamo detti: perché non pensiamo a un futuro?".
L'idea iniziale cambia forma, ma non sostanza. Dopo anni di ricerca nasce Gelateria Autentica: "Decidiamo di favorire la nascita di questa attività per creare un futuro: non un progetto imprenditoriale in senso stretto, ma una risposta concreta alla paura condivisa da molte famiglie. Il dopo di noi spaventa noi genitori, bisogna fare, essere proattivi: costruire qualcosa".
La comunicazione aumentativa diventa parte integrante di Gelateria Autentica: "Molto spesso non parlando le persone con disabilità intellettiva non hanno la possibilità di dire cosa vogliono o scegliere cosa mangiare, per questo abbiamo creato pannelli comunicativi all'interno del locale". Le conseguenze sono immediate: "Ragazzi autistici gravi e gravissimi riescono a scegliere un gelato attraverso le immagini e molto spesso da parte delle mamme, quando vedono una cosa fatta in completa autonomia da parte del figlio, ci sono lacrime di gioia ed emozione".

Crescita e autonomia
"Nel locale lavorano ragazzi con diverse disabilità; il percorso non è semplice ma richiede impegno, fiducia e responsabilità da parte di tutti. Attraverso compiti stabiliti e routine giornaliere riusciamo a ottenere un bel risultato. I progressi sono evidenti: uno di loro non faceva nulla, stava tutto il giorno sul divano. Adesso si sveglia con un obiettivo, prepara lo zaino e viene al lavoro in autonomia con l'autobus. Manualmente sono pazzeschi, operativamente imparano tutti in breve tempo, la parte più delicata da gestire è quella legata al comportamento. Dobbiamo fungere da modulatori emotivi; se chiedi loro di fare un gelato sono tutti contenti, se gli si chiede di andare a svuotare un sacco non vuole farlo nessuno. Gelateria Autentica vive grazie all'impegno quotidiano di chi ci crede. Nessuno ha collaborato economicamente fino ad oggi, abbiamo investito tutte le nostre risorse. Non è un'attività che rende, ma non è questo il nostro obiettivo; Gelateria Autentica ha accolto e dato fiducia a 6 persone che attraverso il lavoro hanno l'opportunità di realizzarsi. L'inclusione passa attraverso il lavoro, la scuola, lo sport: mio figlio ha delle maestre eccezionali. Suona la batteria, va sui pattini a rotelle, in bicicletta, sugli sci e corre veloce, sembra veramente portato per l'atletica. È importante insistere sulle abilità sociali; a me che Giorgio impari a leggere e a scrivere in quinta elementare o in prima media interessa relativamente. Mi interessa la socialità, che sappia stare in mezzo agli altri".

Guardando avanti, Valeria sogna di ampliare il progetto: "L'obiettivo è fare produzione e vendita direttamente e trovare un locale più grande". Nel frattempo, continua a fare ciò che ha sempre fatto: costruire. "Io ho spinto dove sapevo di poter spingere. Questa secondo me è la risorsa del genitore". E non perde la fiducia nel cambiamento: "Nessuno deve arrendersi perché le cose si possono cambiare".
Forse è proprio questo il significato più profondo di Gelateria Autentica: non un'attività commerciale, ma un luogo in cui l'autonomia diventa possibile, il lavoro restituisce dignità e l'inclusione smette di essere uno slogan per trasformarsi in esperienza quotidiana. Una risposta concreta alla domanda che accompagna tante famiglie e che Valeria ha deciso di affrontare senza aspettare che fosse qualcun altro a farlo.
