Nuovo Coronavirus: domande frequenti sulle misure per le persone con disabilità

16 agosto 2020

Aggiornamenti

16/08/2020: Le domande e le risposte sono aggiornate agli ultimi DPCM, agli ultimi Decreti-Legge e alle ultime ordinanze ministeriali. Per le norme in vigore in specifici territori, si rimanda ai siti istituzionali delle Regioni e delle Province Autonome.
Si consiglia di leggere integralmente il contenuto di ogni sezione senza limitarsi alla singola domanda/risposta.

INFORMAZIONI GENERALI

Dove posso trovare le informazioni  sui provvedimenti del Governo in merito al contrasto del nuovo Coronavirus e relative alle persone con disabilità?
La Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero della Salute pubblicano tutti gli aggiornamenti relativi al nuovo Coronavirus su questo sito.
Aggiornamenti specifici relativi alle norme che riguardano le persone con disabilità sono pubblicati sul sito dell’Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità, dove vengono pubblicati anche i vademecum del Ministero della Salute in forma accessibile.
I bollettini del Dipartimento di Protezione Civile sono disponibili, anche in versione LIS (Lingua dei Segni Italiana) sul canale YouTube del Dipartimento. Gli estratti dei bollettini sono disponibili, in forma scritta, sul sito del Dipartimento.

Dove posso trovare informazioni sulle misure economiche, i fondi e i bonus destinati alle persone con disabilità?
Le misure, i fondi e i bonus destinati alle persone con disabilità sono elencati in questa pagina.

Sono un familiare di una persona con disabilità intellettiva e/o relazionale e/o con disturbi del neurosviluppo. Ci sono dei consigli specifici per questo momento di emergenza?
L’
Unità di crisi Covid-19 di Anffas Nazionale (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) ha realizzato una guida (Prima parteSeconda parte) con informazioni e consigli per le famiglie e i caregivers delle persone con disabilità intellettiva (D.I.) e disturbi del neurosviluppo (ASD) su come gestire il periodo di emergenza.

Le persone sorde o con ipoacusia, a chi devono rivolgersi per informazioni sul nuovo Coronavirus?
Le persone sorde o con ipoacusia per avere informazioni possono utilizzare l’indirizzo email a loro dedicato 1500coronavirus@sanita.it

Come verranno distribuite mascherine alle persone con disabilità e a chi si occupa della loro assistenza?
Su questa pagina è consultabile il sistema “Analisi Distribuzione Aiuti” (ADA), aggiornato in tempo reale e dedicato a dispositivi ed apparecchiature per il contrasto al Coronavirus, distribuiti ogni giorno dalla Protezione Civile alle Regioni e alle Province autonome per fronteggiare l’emergenza.

Sono una persona con disabilità, in quali casi ho diritto ad essere sottoposto a tampone per verificare eventuale contagio da Covid-19?
La valutazione sulla necessità o meno dell'esame viene effettuata caso per caso dalle Autorità Sanitarie.

Percepisco l’assegno ordinario di invalidità (legge 12 giugno 1984, n. 222), posso usufruire dei permessi e dei bonus straordinari per le persone con disabilità istituiti per l’emergenza Covid-19?
L’assegno ordinario di invalidità (legge 12 giugno 1984, n. 222) è cumulabile con l’ “Indennità 600 euro”.

Anche per chi percepisce assegno ordinario di invalidità (legge 12 giugno 1984, n. 222) sono sospesi per 4 mesi gli obblighi connessi alla fruizione del Reddito di cittadinanza e i relativi termini previsti e le misure di condizionalita' previste per i percettori di NASPI e di DISCOLL (sono sospese anche le procedure di avviamento a selezione e i termini per le convocazioni da parte dei centri per l'impiego per la partecipazione ad iniziative di orientamento).

Chi percepisce assegno ordinario di invalidità (legge 12 giugno 1984, n. 222) può accedere ai “Contributi per la sicurezza e il potenziamento dei presidi sanitari in favore di enti del terzo settore”.

Chi percepisce assegno ordinario di invalidità (legge 12 giugno 1984, n. 222) può accedere ai contributi previsti dal cosiddetto “Fondo per il reddito di ultima istanza a favore dei lavoratori danneggiati dal virus COVID-19”.

Chi percepisce assegno ordinario di invalidità (legge 12 giugno 1984, n. 222) può accedere ai contributi previsti dal cosiddetto “Fondo nazionale per le non autosufficienze”, e dal “Fondo per l'assistenza alle persone con disabilità prive di sostegno familiare”.

L’assegno ordinario di invalidità (legge 12 giugno 1984, n. 222) è infine compatibile con il cosiddetto “Reddito di emergenza” - Rem, nei limiti e secondi i criteri relativi del provvedimento che istituisce il Rem.

Il mio piano terapeutico è scaduto\scadrà durante l’emergenza. Sono previsti rinvii?
I piani terapeutici che includono la fornitura di ausili, dispositivi monouso e altri dispositivi protesici per incontinenza, stomie e alimentazione speciale, laringectomizzati, per la prevenzione e trattamento delle lesioni cutanee, per patologie respiratorie e altri prodotti correlati a qualsiasi tipo di ospedalizzazione a domicilio, in scadenza durante lo stato di emergenza sono prorogati per ulteriori 90 giorni. Le Regioni adottano procedure accelerate per autorizzare dei nuovi piani terapeutici.

COMPORTAMENTI E DISTANZIAMENTO

Quali misure di sicurezza sono obbligatorie per ridurre il rischio di contagio?
Sono vietati gli assembramenti sia nei luoghi pubblici che privati, e bisogna rispettare la distanza di sicurezza di almeno 1 metro con le altre persone (tranne che se si tratta di conviventi o nel caso di chi assiste persone con disabilità o non autosufficienti - vedi FAQ successiva).
E’ obbligatorio l’uso della mascherina nei luoghi pubblici al coperto e quando non è possibile rispettare la distanza di sicurezza di 1 metro (ad esempio nelle strade affollate). Dalle 18 alle 6, nei luoghi dove c’è rischio di assembramento (anche all'aperto), l'uso della mascherina è sempre obbligatorio. La mascherina non è obbligatoria (nemmeno per gli accompagnatori e gli operatori di assistenza) nel caso sia incompatibile con il tipo di disabilità. Si raccomanda comunque l’attenzione al rispetto delle precauzioni e la sanificazione frequente delle mani.

Quando è obbligatorio indossare la mascherina per una persona con disabilità e per eventuali accompagnatori?
Dal 4 maggio 2020 è obbligatorio proteggere le vie respiratorie in tutti i luoghi pubblici al coperto, compresi i mezzi di trasporto, e comunque in ogni situazione in cui non sia possibile rispettare la distanza di sicurezza di almeno 1 metro. E' possibile utilizzare anche mascherine confezionate in casa artigianalmente.
Possono farne a meno i minori di 6 anni e le persone che hanno una disabilità incompatibile con l’uso della mascherina. Possono farne a meno anche gli accompagnatori e gli operatori di assistenza se il tipo di disabilità è incompatibile con l’uso della mascherina.

Le persone con disabilità e i loro accompagnatori\operatori di assistenza devono rispettare la distanza di sicurezza di 1 metro?
Le persone con disabilità motorie o con disturbi dello spettro autistico, disabilità intellettiva o sensoriale, problematiche psichiatriche o comportamentali, o non autosufficienti con necessità di supporto, possono ridurre la distanza di sicurezza anche al di sotto di 1 metro con i propri accompagnatori o operatori di assistenza (siano essi lavoratori volontari e non, parenti, conoscenti etc) nei luoghi pubblici.

In che modo è consentito l’accesso ai luoghi pubblici e agli esercizi commerciali nel caso di persone con disabilità che richiedono assistenza?
Le persone con disabilità motorie o con disturbi dello spettro autistico, disabilità intellettiva o sensoriale, problematiche psichiatriche o comportamentali, o non autosufficienti con necessità di supporto, possono ridurre la distanza di sicurezza anche al di sotto di 1 metro con i propri accompagnatori o operatori di assistenza (siano essi lavoratori volontari e non, parenti, conoscenti etc) anche all'interno dei luoghi pubblici (al coperto e non) e negli esercizi commerciali (es. negozi, bar). Anche in questi casi, la mascherina non è obbligatoria (nemmeno per gli accompagnatori e gli operatori di assistenza) nel caso sia incompatibile con il tipo di disabilità. Si raccomanda in ogni caso il massimo rispetto delle precauzioni come la sanificazione frequente delle mani.

Quali sono le regole per i lavoratori che assistono persone con disabilità o lavorano in case e strutture in cui sono presenti persone con disabilità?
E’ strettamente necessario attenersi alle misure di sicurezza per prevenire il contagio, tanto più che le persone con disabilità possono essere soggetti ancora più fragili.
Per i lavoratori volontari e non, sanitari e non sanitari, ed i lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari che nello svolgimento della loro attività sono oggettivamente impossibilitati a mantenere la distanza interpersonale di un metro, è obbligatorio indossare i dispositivi di protezione individuale le mascherine chirurgiche reperibili in commercio (i lavoratori sono autorizzati all'utilizzo di mascherine filtranti prive del marchio CE e prodotte in deroga alle vigenti norme sull'immissione in commercio). L'utilizzo delle mascherine da parte degli operatori non è obbligatorio nel caso sia incompatibile con il tipo di disabilità.

CENTRI PER DISABILI

Sono aperte le strutture semiresidenziali per disabili?
Dal 4 maggio 2020, le strutture a carattere socio-assistenziale, socio-educativo, polifunzionale, socio-occupazionale, sanitario e socio-sanitario potranno riaprire in base a piani territoriali, adottati dalle Regioni. Le strutture possono essere riaperte a condizione che si possa garantire il rispetto delle misure di contenimento del virus e di tutela della salute degli utenti e degli operatori, prevedendo (se non esistono già) specifici protocolli. Gli spostamenti verso queste strutture possono avvenire anche da regione a regione, ma vanno autocertificati come "motivi di salute".
Durante la sospensione delle attività sociosanitarie e socioassistenziali nei centri diurni, le pubbliche amministrazioni forniscono inoltre, anche su proposta degli enti gestori di specifici progetti e avvalendosi del personale disponibile già impiegato in tali servizi, prestazioni in forme individuali domiciliari o a distanza. Queste prestazioni saranno fornite nel rispetto delle misure di sicurezza e senza creare aggregazione.

Posso visitare un mio familiare ospitato in modo continuativo in una struttura residenziale?
A partire dal 4 maggio 2020, l'accesso di parenti e visitatori, in questi casi, è sottoposto ai limiti fissati dalla Direzione Sanitaria della struttura, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione.

In caso di chiusura dei centri diurni per disabili, sono garantite le prestazioni sanitarie fondamentali?
Sì. Le regioni e le province autonome hanno facoltà di istituire unità speciali atte a garantire l’erogazione di prestazioni sanitarie e socio-sanitarie a domicilio.
Inoltre, su decisione delle ASL e d’accordo con i gestori, i Centri in cui vengono effettuate prestazioni sanitarie indifferibili rimangono attivi a condizione che si possa garantire il rispetto delle previste misure di contenimento del virus.

Come posso verificare se nella mia Regione è attiva l’unità speciale per l’assistenza sanitaria a domicilio per le persone che frequentano i centri diurni per disabili?
Puoi verificarne l’attivazione contattando la tua Regione tramite i numeri verdi regionali dedicati.

L’assenza dalle attività del Centro durante l'emergenza ne comporta l'esclusione?
No. Se durante lo stato di emergenza ci si assenta dalle attività dei strutture sottoposte a chiusura o di quelle ancora aperte non si perderà il diritto a frequentare il Centro.

Con la riapertura di parchi, giardini pubblici e altri luoghi dove si svolgono attività organizzate per i bambini gli adolescenti con la presenza di operatori, sono previste misure particolari per i bambini e i ragazzi con disabilità?
Gli allegati al DPCM del 17/05/2020 stabiliscono protocolli di sicurezza per questo tipo di luoghi e attività (per il periodo estivo), specificatamente anche riguardo la presenza e l'accoglienza di bambini e ragazzi con disabilità.

Posso chiedere dei permessi per stare a casa con mio figlio dopo la chiusura dei Centri semi-residenziali per disabili (cosiddetto Congedo COVID-19)?
Sì. Fino al 31 agosto 2020 sono previsti congedi per i genitori di figli ospitati nei Centri semi-residenziali sottoposti a chiusura a prescindere dall'età. Possono usufruirne:

- I genitori di figli lavoratori dipendenti del settore privato. Questi hanno diritto a fruire di 15 giorni di congedo (continui o frazionati) per i quali è riconosciuta una indennità pari al 50 per cento della retribuzione.
I genitori che intendono usufruire del Congedo COVID-19 possono presentare domanda al proprio datore di lavoro e all'INPS utilizzando la procedura di domanda già esistente.
I genitori che hanno esaurito la fruzione massima dei periodi di congedo parentale ordinario possono usufruire del Congedo COVID-19 presentando apposita domanda sul sito dell'INPS.

- I genitori lavoratori dipendenti Pubblici. In questo caso le modalità di fruizione del Congedo COVID-19 e le relative indennità sono a cura dell'amministrazione pubblica per cui si lavora. Questi lavoratori non devono presentare domande all'INPS, ma alla propria amministrazione secondo le indicazioni fornite dalla stessa.

- I genitori iscritti in via esclusiva alla Gestione separata. Questi hanno diritto a giorni di congedo, per ognuno dei quali è riconosciuta una indennità pari al 50 per cento di 1/365 del reddito individuato secondo la base di calcolo utilizzata per la determinazione dell’indennità di maternità.
La domanda potrà essere presentata sul sito dell'INPS. Non potranno essere convertiti in Congedi COVID-19 i periodi di congedo parentale "ordinario" eventualmente già richiesti anche se fruiti durante il periodo di sospensione straordinaria dei servizi educativi per l'infanzia e delle scuole.

- I genitori lavoratori autonomi iscritti all’INPS. Per il congedo è riconosciuta una indennità pari al 50 percento della retribuzione convenzionale giornaliera stabilita annualmente dalla legge, a seconda della tipologia di lavoro autonomo svolto.
La domanda potrà essere presentata sul sito dell'INPS. Non potranno essere convertiti in Congedi COVID-19 i periodi di congedo parentale "ordinario" eventualmente già richiesti anche se fruiti durante il periodo di sospensione straordinaria dei servizi educativi per l'infanzia e delle scuole.

Sono previsti bonus per le spese eccezionali di baby sitter dovute alla chiusura dei Centri?
Sì. E' previsto, fino al 31 agosto 2020, un bonus ai nuclei familiari per fare fronte alle spese per baby sitter dovute alla chiusura dei Centri semi-residenziali per disabili. Il bonus è valido le famiglie con figli ospitati nei Centri semi-residenziali sottoposti a chiusura a prescindere dall'età. Possono usufruirne,:

- Lavoratori dipendenti del settore privato
- Lavoratori iscritti alla Gestione separata
- Lavoratori autonomi iscritti all'INPS
- Lavoratori autonomi non iscritti all'INPS (subordinatamente alla comunicazione da parte delle rispettive casse previdenziali)
Per queste categorie spetta un bonus fino ad un massimo di 600 euro a famiglia che viene erogato tramite il Libretto Famiglia.

- Lavoratori dipendenti del settore sanitario, pubblico e privato accreditato, appartenenti alle seguenti categorie: medici; infermieri; tecnici di laboratorio biomedico; tecnici di radiologia medica; operatori sociosanitari; personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, impiegato per le esigenze connesse all'emergenza COVID-19;
Per queste categorie il bonus è erogato dall'INPS mediante il Libretto Famiglia con riferimento alle prestazioni rese a decorrere dal 5 marzo 2020 per i periodi di sospensione delle attività dei Centri. L'importo complessivo può, in questo caso, arrivare ad un massimo di 1000 euro per nucleo familiare.

Per tutte le categorie di lavoratori, il bonus potrà a breve essere richiesto sul sito web di INPS, o utilizzando la modulistica ufficiale a breve disponibile, o contattando il Contact Center Integrato di INPS (numero verde 803.164, gratuito da rete fissa, o numero 06.164.164 da rete mobile con tariffazione a carico dell'utenza chiamante), oppure gratuitamente tramite i patronati.

Non è possibile richiedere il bonus se:
- l'altro genitore è disoccupato/non lavoratore o usufruisce di strumenti di sostegno al reddito
- se è già stato richiesto il Congedo COVID-19

Il bonus può essere chiesto anche se si usufruisce dei giorni aggiuntivi di permesso retribuito (legge n.104/1992) o dei congedi parentali prolungati per i genitori di figli con disabilità grave.

LAVORO

In quali casi si ha diritto allo smart working (o lavoro agile)?
I lavoratori dipendenti con disabilità cui è riconosciuta la condizione di cui all'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, o che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità cui è riconosciuta la condizione di cui all'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, hanno diritto allo smart working, a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione. Ai lavoratori del settore privato affetti da gravi e comprovate patologie con ridotta capacità lavorativa è riconosciuta la priorità nell'accoglimento delle richieste per lo smart working.
Queste disposizioni si applicano anche ai lavoratori cui è stata certificata una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, e ai loro familiari conviventi.

Sono un lavoratore dipendente con disabilità grave (articolo 3, comma 3, legge 104/1992), posso restare a casa dal lavoro?
Mi è stata certificata una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, posso restare a casa dal lavoro?
Sì. Fino al 31 luglio 2020 per i lavoratori dipendenti con disabilità grave (oppure in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico-legali attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita) il periodo di assenza dal servizio è equiparato al ricovero ospedaliero dei dipendenti pubblici.

Questo periodo di assenza deve essere prescritto dalle competenti autorità sanitarie, oppure dal medico di assistenza primaria che ha in carico il paziente (medico di base). Il periodo di assenza verrà inoltre prescritto sulla base della preesistente condizione di disabilità o delle preesistenti certificazioni rilasciate dai competenti organi medico-legali, i cui riferimenti saranno riportati, per le verifiche di competenza, nel nuovo certificato che verrà redatto.
La norma prevede anche che nessuna responsabilità, neppure contabile, è imputabile al medico di assistenza primaria nell'ipotesi in cui il riconoscimento dello stato invalidante dipenda da fatto illecito di terzi.

Per ulteriori informazioni riguardo le misure di contenimento e prevenzione nei luoghi di lavoro, è possibile consultare i documenti tecnici pubblicati dall'INAIL.

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